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Perché le persone fanno il minimo… anche quando potrebbero dare il massimo?


Questa è una domanda che molti #leader evitano.

Non perché non sia importante, bensì perché mette in discussione il modo in cui guidiamo.


La psicologia della motivazione è chiara da anni (Edward Deci, Richard Ryan):

le persone funzionano meglio non quando sono spinte, ma quando si sentono agenti di ciò che fanno.


La motivazione intrinseca non nasce dal “bravo”, dal bonus o dal controllo.

Nasce quando tre condizioni sono realmente presenti nel lavoro quotidiano:

#Autonomia → non libertà totale, ma possibilità di scelta reale nel come

#Competenza → sentirsi capaci, non solo giudicati

#Relazione → contare per qualcuno, non solo per un KPI


Quando queste condizioni mancano, accade qualcosa di silenzioso e costoso:

le persone eseguono, ma smettono di metterci energia.


Ed è qui il punto cruciale per chi guida team: la #motivazione non si chiede, si rende possibile.


Un contesto iper-controllante può ottenere obbedienza.

Un contesto autodeterminante ottiene responsabilità, iniziativa e continuità.


Domanda per leader e manager: Nel tuo #team le persone lavorano per evitare errori… o per creare valore?

 
 
 

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