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“Io non ho memoria.”

18 ago
Tempo di lettura: 1 min

Lo sento dire continuamente. Quasi fosse una diagnosi, una caratteristica personale sulla quale non possiamo fare molto.


E se invece, almeno qualche volta, non avessimo poca memoria, ma conoscessimo poco la nostra memoria?


In psicologia si parla di #metamemoria: la conoscenza e il controllo dei nostri processi di memoria.


Ricordare, infatti, non dipende soltanto da una presunta “buona #memoria”. Dipende da come prestiamo attenzione, come codifichiamo un’informazione, come la colleghiamo a ciò che già sappiamo e come proviamo a recuperarla.


La domanda allora cambia.


Non più:


“Perché non ricordo?”


Ma:


“Che cosa sto facendo per ricordare?”


Ed è un cambio di prospettiva che va ben oltre la memoria.


Perché la metamemoria è parte di qualcosa di più grande: la #metacognizione, la capacità di osservare e regolare il nostro stesso modo di pensare e apprendere.


Prima di attribuire un limite a una nostra capacità, forse dovremmo chiederci quanto conosciamo il modo in cui quella capacità funziona.


A volte non abbiamo bisogno di più memoria… abbiamo bisogno di imparare a usare meglio quella che abbiamo.

 
 
 

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