“Io non ho memoria.”

Lo sento dire continuamente. Quasi fosse una diagnosi, una caratteristica personale sulla quale non possiamo fare molto.
E se invece, almeno qualche volta, non avessimo poca memoria, ma conoscessimo poco la nostra memoria?
In psicologia si parla di #metamemoria: la conoscenza e il controllo dei nostri processi di memoria.
Ricordare, infatti, non dipende soltanto da una presunta “buona #memoria”. Dipende da come prestiamo attenzione, come codifichiamo un’informazione, come la colleghiamo a ciò che già sappiamo e come proviamo a recuperarla.
La domanda allora cambia.
Non più:
“Perché non ricordo?”
Ma:
“Che cosa sto facendo per ricordare?”
Ed è un cambio di prospettiva che va ben oltre la memoria.
Perché la metamemoria è parte di qualcosa di più grande: la #metacognizione, la capacità di osservare e regolare il nostro stesso modo di pensare e apprendere.
Prima di attribuire un limite a una nostra capacità, forse dovremmo chiederci quanto conosciamo il modo in cui quella capacità funziona.
A volte non abbiamo bisogno di più memoria… abbiamo bisogno di imparare a usare meglio quella che abbiamo.




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